Foggiapalooza 6, il contest, è andato agli archivi con la vittoria degli OHM, band Crossover di Manfredonia, che parteciperà quindi come headliner al prossimo evento. Il report della serata con recensione dei set di tutte le band è pronto, solo che i fotografi ufficiali e ufficiosi si rifiutano di condividere le loro foto e pertanto resterà inedito. Per farci perdonare vi facciamo vedere invece questo video promozionale di Cristian Meyer, batterista di Elio, che vi invita a sostenere ancora il Foggiapalooza.
Grandi novità infatti attendono il festival dell'underground che supera il suo primo mezzo anno di vita. Il Foggiapalooza 7 si terrà in una nuova e più confortevole location: il Circolo degli Indian Bikers di recente apertura. A breve ufficializzeremo la data e la line up. Nel frattempo godetevi questo video e provate a spronare i vostri giovani amici con la reflex in modo che possano darci quelle stramaledette foto della serata. Stay Palooza!
SABATO 27 OTTOBRE 2012 A PARTIRE DALLE ORE 17:00!!
FOGGIAPALOOZA 6
INFO: andreastrippoli@libero.it - CEL: 3939158330
Data la mole di richieste e di gruppi che vogliono suonare al
Foggiapalooza, e dato che a questo giro la facciamo di Sabato, abbiamo
deciso di fondere questi due dati (non a caso ho iniziato le frasi con
dato e dato) per arrivare a questa bellissima idea.
Un contest. Stage del Foggiapalooza aperto a tutti dalle 18 in poi.
Ecco il programma completo del contest.OGNI BAND AVRA' A DISPOSIZIONE
25 MINUTI (COMPRENSIVI DI CAMBIO PALCO). Per chi volesse fare il sound
check, i cancelli sono aperti dalle ore 14.
A decidere il
vincitore del contest sarà il pubblico. Nella scheda delle votazioni
(ogni birra una scheda per votare) saranno infatti presenti tutte le
band iscritte al contest, e ogni voto dovrà esprimere una preferenza per
tutte le band in gara, con voti da 1 a 10.
La band vincitrice avrà
la possibilità di suonare come headliner alla prossima edizione di
Foggiapalooza e di registrare un brano presso i pretipedofili studios
entro la fine del 2012.
ORE 18:00 PAPER WALLS
(Alternative rock)
ORE 18:30 SATURALANX
(heavy metal)
ORE 19:00 ATROPOS
(Metal)
ORE19:30 HELLO SKETTY GANG BAND
(Grunge, Punk)
ORE 20:00 SONIC FLOWERS
(Alternative rock)
ORE 20:30 OUR NOISE
(Punk, noise)
ORE 21:00 EVA'S BORDERLINE
(Alternative rock)
ORE 21:30 OHM
(Crossover)
ORE 22:00 KEET'EM MURT
(Punk)
ORE 22:30 PRETI PEDOFILI
ORE 23: 15 SCREAMING FLOWERS
ORE 24:00 DJ SET ROCK by FAT BAT
In più, mostre, artisti, giocolieri e quant'altro per arricchire questo
incredibile evento! Ammessi travestimenti e mascherati in occasione
dell'imminente Halloween!
Ci sono giorni in cui ti alzi la mattina, ti guardi allo specchio e pensi: che vita del cazzo, ho una laurea in lettere che non serve nemmeno per pulirsi il deretano, non ho un lavoro e forse non lo avrò mai, il mondo fa schifo e Monti sta facendo rimpiangere agli Italiani quel porco di Berlusconi, il Foggia ha perso 3 a 2 in casa con il Francavilla e io sono riuscito a non prendere una scommessa con vincita da 30 euro. Ci sono invece altri giorni in cui ti svegli con il petto gonfio di orgoglio e di felicità. Sei stato infatti tra i ragazzi e le ragazze che la sera prima hanno dato vita all'evento underground più importante di Foggia città, il cosiddetto Foggiapalooza, con quattro band libere di esibirsi senza vincoli di sorta e con tanta tanta gente in grado di arricchire l'evento con arte, parole e idee. Quei giorni può allora succedere che porti a spasso il tuo cagnolino, preso appena la settimana prima dal canile di Turi, e ti ferma una troupe fotografica francese che ti offre 200 euro per immortalare il cucciolo ai piedi delle belle gambone di una bionda top model, per il catalogo online della Daxon. Dove voglio arrivare con tutte queste chiacchiere? Non lo so, ma sicuramente Foggiapalooza porta culo. Segnatevelo.
Andiamo al report della serata, ormai sempre più richiesto dagli astanti di questa simpatica sagra mensile. I Preti Pedofili hanno aperto alle 21:20. Non è una notizia. Hanno suonato tutto Faust. Questa è una notizia. Cos'è Faust? Il nuovo album dei Preti Pedofili. Hanno fatto un nuovo album i Preti Pedofili? Si, è uscito a Luglio, quando tu stavi a Siponto a pomiciare sulla spiaggia piena di monnezza con la tua ragazza di San Severo. Ah e dove lo posso trovare questo nuovo album dei Preti Pedofili? Lo puoi trovare online ai seguenti link: download: http://www.carrejecarreje.it/Faust.rar , streaming: http://www.rockit.it/pretipedofili/album/faust/20043 Un'ultima cosa, ma chi sono sti Preti Pedofili? Vaffanculo.
I Blind Cows sono la bandiera del grunge di Capitanata. Voi giustamente osservete che non esiste il grunge di Capitanata. Però esistono i Blind Cows, e questo non può essere messo in discussione visto che ci sono decine e decine di concerti a testimoniarlo. In questo anno di attività infatti il quartetto ha maturato diverse esperienze live le quali hanno inevitabilmente oliato a dovere una macchina che si è sempre distinta per la potenza del motore e l'ordine dell'esecuzione. E' la seconda volta che suonano al Foggiapalooza, e anche in questa occasione hanno lasciato il segno per un sound che io personalmente ho trovato ancor più levigato e fulgido della precedente esibizione. Forse dico così solo perchè questa volta ero posizionato lateralmente, incatenato nell'ingrato compito di distributore di birre, potendo così fruire di una diversa prospettiva acustica. Fatto sta che questo gruppo piace e tanto. Osservazioni più dettagliate, a testimonianza dell'attenzione con cui seguo i vari live per poi compilare questo report: la seconda voce di Gispette si sentiva meglio, lui è un ottimo vocalist e quando supporta con decisione la timbrica più istintiva del frontman, Giuseppe, il risultato è davvero notevole. Domenico alla chitarra invece è semplicemente impeccabile, poi vabbè con quella chioma, mmmh. Non sono diventato omosessuale, ora la smetto. Viva i Blind Cows!
I Maybe I'm erano le star della serata. Arrivavano a Foggia dopo un minitour che li ha visti esibirsi prima a Carovigno, poi ad Avellino. Foggia, Carovigno, Avellino. C'è qualcosa che accomuna queste tre squallide città del meridione più disastrato? Si, il tour dei Maybe I'm appunto, che a quanto pare scelgono le tappe dei loro live scorrendo all'incontrario la classifica del Sole 24 ore sulle città più brutte e povere d'Italia. Personalmente mi sento di consigliare al duo campano anche Sava in provincia di Taranto, Stornarella e Potenza. I Maybe I'm fanno una sorta di blues folk psichedelico. I suoni sono grezzi, diretti, ma riescono comunque ad impallarti grazie alle code strumentali che caratterizzano i loro brani e che li fanno deragliare dai sicuri binari dai quali erano partiti. Le forme canzone, infatti, in mano ai due vengono completamente destrutturate in maniera così graduale e consapevole da farsi quasi prevedere dallo spettarore attento, quale io sono, lasciando invece di sasso lo spettatore ignorante e disattento. Alla fine lo spettatore attento ha avuto in regalo i loro due album, mentre lo spettatore disattento o se n'è andato fuori in preda a una crisi di inferiorità oppure è andato a comprare i loro due album al prezzo di 10 euro due, oppure 8 euro il secondo e 5 euro il primo. Sta di fatto che l'attendibilità sulla mia attenzione (ma la parola attendibile deriva forse da attenzione?) può essere bellamente smentita dal numero di birre che avevo ingurgitato alle ore 23 e dal mio incontenibile entusiasmo, pari a quello di una ragazzina al concerto di Emma Amoroso, quando ho ascoltato l'irresistibile riff di Homeless Jinga, singolo dell'omonimo album, e correlato da un fantastico videoclip che adesso tutti insieme ci rivediamo.
Le cronache locali hanno riportato di uno screzio avvenuto nel corso dell'esibizione dei Maybe I'm tra Nando, cantante e leader del gruppo, e Simone, unico redattore della rivista online Acidi Viola (quella che fa le recensioni pagate per intenderci), anch'egli piombato da Salerno in quel di Foggiapalooza. Possiamo alfine rivelarvi che la gag dell'insulto era preparata e fa parte di tutte le esibizioni dei Maybe I'm, i quali spesso ricorrono a simili espedienti per richiamare all'attenzione gli spettatori disattenti. Ah, un'ultima cosa dovevo dirvi, leggetevi la recensione che ha fatto ondarock (no acidi viola, ONDAROCK!) dell'album Homeless Jinga e rendetevi conto di chi o che cosa viene a suonare al Foggiapalooza!
Nastenka aspetta un altro è un progetto che davvero può entusiasmare. Una base beat sulla quale si dipanano i testi in prosa di Alfonso Errico (elemento di spicco del panorama culturale foggiano), seguito a espressione dalle linee di basso di Mauz e dagli arpeggi di Leo. Un'esperienza che è del tutto pensata e concepita per la dimensione live, dato che una intonazione diversa nel recitato è in grado di deviare le armonie del gruppo verso orizzonti a volte più lirici e a volte più caotici. In particolare risulta evidente il ruolo che ha il basso in questo progetto, totalmente staccato dalla ritmica e tendente ad isolarsi in percorsi sonori che piombano sui testi quasi come degli ictus metrici, volti ad accentuare i momenti più espressivi del racconto/monologo. L'esperienza dei Massimo Volume è evidentemente una linea guida per la band, il che è sicuramente un bene data l'importanza da troppi non riconosciuta del gruppo di Clementi. Dall'altra parte c'è da dire che la cifra connotativa dei Nastenka aspetta un altro sta nella base ritmica, che essendo elettronica, incatena l'esibizione in una prospettiva virtuale, cinerea, da musica ambient o da film apocalittico. Il che dà un tocco di postmoderno a quanto messo in atto e anche un qualcosa di sinistro. Riuscire a tradurre in un album quanto pensato per la musica dal vivo sarà sicuramente impresa ardua, perchè il progetto necessita di una cura del suono e dei dettagli quasi maniacale. Noi critici austeri e personaggi severi li aspetteremo al varco, pronti a bacchettarli o ad esaltarli per l'occasione. Ad ogni modo, per come si sono presentati, hanno già tutti gli occhi puntati addosso.
Chiudiamo come di consueto con personaggi collaterali ma del tutto funzionali al successo del Foggiapalooza. Questa è Valentina, la sua amica con la testa bassa non so riconoscerla, probabilmente non la conosco nemmeno. Valentina è presente a tutti gli eventi con le sue esposizioni artistiche. Lei come molti altri ragazzi e ragazze, ha sempre vissuto il Foggiapalooza in maniera attiva, arricchendolo della sua arte e della sua disponibilità. Ed è questo che noi vorremmo diventasse il Foggiapalooza, un momento di incontro di idee e personalità intorno all'evento musicale. Deve arrivare un giorno in cui la gente, a causa della quantità di cose che stanno intorno ai gruppi, non seguirà più i concerti e i gruppi suoneranno davanti a una sala vuota. Vogliamo giocolieri, mimi, saltinbanchi, filibustieri, domatori e droghieri, in grado di animare sempre più le nostre serate. E quale occasione migliore se non quella del prossimo evento per mettere in atto questo folle proposito, Foggiapalooza 6: Halloween Night. Il 31 ottobre, mercoledì, Foggiapalooza apre i cancelli alle ore 18 con il live contest aperto a tutti. Per potervi iscrivere mandate una mail con nome del gruppo, componenti e scheda tecnica a andreastrippoli@libero.it. Il vincitore del contest sarà decretato dai voti del pubblico (non dal numero dei voti, ma dalla media dei voti dati, tipo 6, 7, 8 come a scuola) e in palio la possibilità di suonare per l'intero set serale dello stesso 31 ottobre e di registrare un pezzo presso i pretipedofili studios a Los Angeles. Inoltre visto che la giornata sarà lunga e festaiola, allestiremo, tempo permettendo, uno stage acustico fuori che prenderà vita tra un set e l'altro, e un dj set rock dopo le 24, così facciamo concorrenza ai vari discotecari che si vanno a rincretinire al Domus la stessa sera. Vi piace l'idea? Bene. Non è la mia. Un giorno vi dirò di chi è. Per ora me ne prendo ingiustamente i meriti. Ci vediamo i 31 per l'Halloween Night del Foggiapalooza. Vi saluto con il nostro stupido motto (questo si di mia creazione) Stay Foggia? Stay Palooza!
Ragazzuoli
festaiuoli e vacanzieri, dopo esservi rincretiniti per tutta l'estate
nei villaggi turistici o nelle piscine private ad ascoltare ritmi latino
americani che hanno devastato a frotte i vostri neuroni, ci pensa il
Foggiapalooza a rimettervi in sesto per questa nuova stagione di studio,
lavoro, disoccupazione.
La formula è sempre quella. Quattro
band selezionate accuratamente per voi, in grado di fare qualcosa di
diverso rispetto alla merda che propinano le radio e i canali main
stream, birra a vol
ontà (per l'occasione
sarà addirittura FREDDA, visto che abbiamo deciso di prendere il
ghiaccio) e volumi catastrofici e inediti rispetto al consueto blando
voltaggio foggiano.
No limits insomma. Ed ora dopo avervi
abbindolati con la sterile retorica dell'underground, andiamo ad
enunciare la line up di questa quinta edizione.
Si sono sempre loro, quelli che aprono alle 21 e chiudono alle 21 e 30,
giusto in tempo per non darvi il tempo di vederli, sudati nelle loro
tuniche e incastonati nel loro sound tedioso e svilente. Sapete come
fare per perderveli.
Il monolite grunge del tavoliere torna ad asfaltare la platea del
Foggiapalooza, essendone uno dei blocchi fondatori e quindi a ben
diritto. Li avete già visti al Foggiapalooza? E si, il giro è
ricominciato e loro siccome sono i più bravi di tutti ricominciano per
primi. Stasera non vogliamo brutte sorprese, andiamo sul sicuro, perchè,
come dice Clementi:"siamo stanchi di novità".
nasce nel 2007 come un progetto solista, semplicemente perché i tempi
della plastica stanno per finire e le rotondità appaiono sempre più
mostruose e far apparire il mondo come una superficie perfettamente
levigata è stato un inganno bello finchè è durato. Maybe i’m… registra
una demo, “Satan’s holding a little room for me…”, la fa ascoltare agli
amici della Recycled Music e loro decidono di farla ascoltare ad altre
persone pubblicandola. Diverse recensioni, un pò di concerti (tra cui
alcune date con Duke Garwood e Dirty Trainload), delle interviste, la
partecipazione alla compilation natalizia della Lepers Produtcions di
Bari. Nel frattempo Maybe i’m…ha inghiottito altre persone, alcune di
passaggio e altre che restano in pianta stabile. Nel 2009 iniziano le
registrazioni di “We must stop you”. Il disco è auto-prodotto,
auto-registrato, auto-mixato e vede la luce nella primavera del 2010: è
un disco denso, fatto di fibre che si intrecciano, mascelle che si
serrano, pugni che esplodono. Al disco segue un tour promozionale che li
porta anche ad aprire due concerti del "Wow Tour" dei Verdena (a Napoli
e a Umbertide-PG ), che includono un loro pezzo anche sull'edizione
deluxe di Wow, in cui è incluso un dvd che documenta il tour.
Nell'estate 2011 iniziano le registrazioni di "Homeless ginga", che esce
ancora per Jestrai Records a Marzo 2012.
E' la novità che ha sconvolto il panorama foggiano negli ultimi mesi.
Un reader recita i suoi testi su un sound in cui elettronica e
alternative si mischiano in maniera caustica ed ossessiva, ammiccante
direi. Per palati fini (come dice il buon Nespoli) o per donzelle
bagnate, chiuderanno la serata in modo intellettualmente rilevante,
visto che la volta scorsa ci avete presi per grezzi satanisti metallari e
non è così.
Per info e tutto il resto c'è il blog:
foggiapalooza.blogspot.com
Non sai raggiungere la masseria torre del falco?
Vai sul blog, clicca su "dove siamo" e comparirà magicamente la mappa con tanto di percorso in blu.
Foggiapalooza 4 è andato agli archivi ed ha portato a casa un importante risultato. I livelli di guardia del volume sono stati ampiamente superati lasciando ancora in vita i poveri vecchiarelli che gestiscono la masseria. Perfetto. Queste sono soddisfazioni. Per il resto una serata di questo livello è stata una vera e propria chicca per la scena metal della Capitanata, perchè oltre agli storici Nexxt, la line up ospitava altre due band navigate come i De Puglia Madre di Ascoli Satriano e i Bifrost, che proprio in questi giorni festeggiano gli 8 anni dalla loro nascita. Insomma un parterre de roi, a tutto merito di chi ha voluto credere e dare sostegno ad una piccola realtà autorganizzata come il Foggiapalooza, nata innanzitutto per promuovere la musica underground al di fuori dei consueti circuiti del profitto e dei grandi eventi. Una scommessa che può risultare vincente solo se le band e gli appassionati decidono di seguirci, proponendo e proponendosi in una situazione che vuole essere un punto di partenza e che speriamo sia destinata a crescere.
Ma passiamo al racconto dell'incredibile serata del 17 giugno. I Preti Pedofili aprono alle 10 e le tuniche maledette gli portano via litri e litri di sudore. Non dovrei parlare della mia band in terza persona ma la visione di me stesso che grondo acqua stimolato da una seta acrilica ed infiammabile è abbastanza alienante. Infatti abbiamo suonato come degli alienati. Avevamo promesso un nuovo pezzo di Faust (nostro nuovo ep in uscita nei migliori marciapiedi dal mese di luglio) e non abbiamo mantenuto la promessa, perchè abbiamo iniziato tardi e volevamo lasciare spazio ai nostri ben più importanti ospiti. Però per la prima volta abbiamo suonato di fronte ad un pubblico al Foggiapalooza, e questo ci ha dato grande soddisfazione. Ringraziamo chi ha fatto tardare il soundcheck.
I primi special guest della serata sono i De Puglia Madre, una ditta di demolizioni che nel tempo libero si diletta a sfondare timpani per mezzo di riff devastanti e urla destabilizzanti. Non li avevo mai visti dal vivo. Sono delle bestie. Un cross over serio, come di pochi se ne vedono in giro, messo giù con un sound bello grezzo e con uno screamo vulcanico che ha il coraggio di non nascondere il suo carattere sovversivo e sceglie di utilizzare, sapientemente, l'italiano. Poi saltano come grilli e trascinano in un set che va dritto fino alla fine senza tirare mai il freno, sono meglio del cross over e sono meglio pure dell'hardcore perchè hanno quella cifra di originalità che di solito è carente in questi generi. Un'originalità data dai testi, innanzitutto, e da un suono medioso (dato dall'utilizzo della chitarra baritona in luogo del basso) che si dirige più verso lo stoner, pur infrangendosi nelle scandite ritmiche in quatto quarti. Il loro demo tape, la Sacra Sindrome, rende bene la furia dei DPM, anche se effettivamente questo progetto ha nella dimensione live la sua principale ragione di esistere. E gli astanti del Foggiapalooza 4 hanno avuto modo e tempo per capirlo.
I Nexxt erano gli headliner della serata. Hanno deciso di anticipare il loro set perchè sono dei grandi. Non solo una band, che ha ricevuto critiche entusiaste dalla stampa musicale di mezza Europa, decide di sporcarsi le mani in realtà underground al limite del dilettantismo, ma lo fa con professionalità, e con stile, regalando ai presenti un concerto di più di un'ora con brani che ripercorrono tutta la loro grandissima carriera, pescati da “Apparent Control” (2004) e “Strength of the rooted one” (2005), ma soprattutto da “Addiced to sin”, uscito nel 2008 per la Hurricane Shiva records, distribuito da Plastic Head, Code7 e Andromeda. In più, ed è grasso che cola, delle cover di lusso che hanno mandato in estasi metallari e non, trattandosi di composizioni di gruppi come Pantera ( "This Love" e "Mouth of War") e Sepultura, con la bellissima "Territory", dedicata alla drammatica situazione della Palestina.
L'esibizione dei Nexxt è stata un evento nell'evento. Il set più lungo delle quattro edizioni del Foggiapalooza, non suonavano a Foggia da tempo ed hanno deciso di dare fiducia all'underground. Non voglio sembrare un lecchino, ma se band di questo livello decidessero di frequentare più spesso le realtà emergenti, tutto l'ambiente musicale crescerebbe, e tutti ne trarrebbero reali benefici. Non smetteremo mai di ringraziare Cristian Tricarico, Gianluca Soccio, Luciano Beneduce, Michele Speranza, Alessandro Delli Carr, grandi artisti e soprattutto grandi uomini.
Chiude la serata il set degli immarciscibili Bifrost.. Il gruppo formato da Mario de Vito, Alessandro Nespoli, Francesco Dragoni e Francesco De Meo esiste dal 2004, ha all'attivo due concept albums (Ambivalence, 2008, Fehu ,2010) e rappresenta una realtà della storia del Death Metal della Capitanata. In grado di alternare in stile Opeth, riffoni pesanti ad armoniose parti arpeggiate e decantate, si dilettano spesso ad irrobustire le loro composizioni con deliri strumentali funzionali ad esaltare in seguito il potente growl di Mario.Un set raffinato e potente, classico dei Bifrost, che io avevo già avuto modo di apprezzare in altre grandi esibizioni live ma che non avevo mai visto all'opera con il chitarrista Alessandro Nespoli, guitar hero delle nostre parti, il quale impreziosisce con i suoi sapienti assoli le composizioni di un progetto ambizioso e non certo alla portata delle masse. Ma noi ce ne freghiamo delle masse, così come se ne fregano i Bifrost che esistono da 8 anni senza scendere a compromessi con nessuno, fedeli alle loro idee ed esempio di coerenza per i gruppi avvenire.
Ed è con questa foto che vi salutiamo per questa quarta grandissima serata del Foggiapalooza. Loro sono Mauz, bassista degli Anticorpy, e Nicola, bassista dei Preti Pedofili. Stanno davanti alla porta tutta la sera a chiedere un euro a chi entra per pagare l'affitto della sala. Questa foto non vuole dimostrare come vengono trattati da noi i bassisti, ma vuole far capire come il Foggiapalooza è un evento che esiste grazie alla passione e all'abnegazione di ragazze e ragazzi, che decidono di mettere a disposizione il loro tempo per far crescere una realtà culturale nella nostra città. Li troverete sempre li, Mauz e Nicola, davanti alla porta con il loro cartone in mano, a chiedervi un euro, un contributo simbolico per condividere il concetto di autorganizzazione, vero e proprio motore del Foggiapalooza e ci auguriamo di altre realtà affini (a proposito, complimentoni al Woodfourth Festival della Casa del Ciliegio, un evento incredibile e mai visto dalle nostre parti). Fa caldo. Foggiapalooza salta luglio e agosto e ricomincia a settembre con delle novità. Novità che al momento ancora non sappiamo perchè le dobbiamo ancora pensare e decidere, ma che sicuramente ci saranno. Quindi non perdete di vista questo blog, e la nostra pagina facebook. Grazie ancora a tutti voi. A settembre.
Primi estratti video dei set andati in scena al Foggiapalooza 4. Purtroppo non sono di ottima qualità, ma servono più che altro a rendere l'idea di cos'è il Foggiapalooza a chi non vi è mai stato. Ancora un ringraziamento ai Nexxt, ai De Puglia Madre e ai Bifrost per la splendida serata di domenica 17 giugno.